Sheila
Cantone

Artificio e naturalezza,
arte e spontaneità

Geisha - Estate (2009)

La delicatezza della primavera cede ai colori dell’estate e del cuore. Non ci son più figure chiare e sbiadite come ricordi, ma donne che vivono.

Addenso la materia pittorica nella corolla di un fiore, nelle maniche di una veste (Scusa, Scoprimi), in una scia di sangue, alla fine di un rapporto violento (Invecchiare). La rendo trasparente in una nuvola di profumo (Impaziente), in un gesto rituale che poco dopo svanirà (Prego).Inizio a introdurre la carta, il filo, la foglia d'oro. Ho letto che l'oro esprime la gioia per i giapponesi, e l'argento la tristezza. Voglio far uscire la vita vissuta da queste donne giovani, cerco i colori tradizionali che esprimano l'amicizia, la speranza, l'amore.

Ancora lavoro la tela al chiuso e all'aperto. Il tempo interagisce con la carta, con la lavorazione del fondo: spezza la materia e la completa. Mi affascina vedere il modo in cui compaiono disegni dov'era una trama a lungo, faticosamente ricercata. La natura accende di vivezza il mio artificio, oppure lo mortifica. Seguo i consigli di vento, sole e pioggia, e a volte ci litigo. Accanto a parti ispessite di colore restano spazi non lavorati, sgocciolature: è il mio modo di dare vita e leggerezza allo spirito delle mie figure, che esprimono imbarazzo, scuse, impazienza, esitazione.